OLBIA, 27 GENNAIO 2010 – L’importanza dell’uso dei farmaci generici: se ne discute a Olbia in un incontro aperto al territorio in cui verranno analizzate, facendo una panoramica nazionale e internazionale, le novità in materia e la necessità di far chiarezza in un settore reso “inaccessibile” dalla carenza di una informazione esaustiva.
“L’impiego dei Farmaci Generici: Continuità terapeutica ospedale e territorio e criticità” è il titolo dell’importante convegno in programma per venerdì 5 Febbraio 2010, nella sala conferenze del museo archeologico di Olbia che vedrà la partecipazione dei medici e farmacisti ospedalieri e territoriali della Gallura (l’inizio dei lavori è fissato per le 8.30).
“Un importante incontro per porre chiarezza su un tema di fondamentale importanza per una amministrazione che come la nostra punta a ridurre la spesa sanitaria”, spiegano i manager della Asl di Olbia Giovanni Antonio Fadda, il Da Mario Altana e il Ds Maria Serena Fenu.
Farmaco bioequivalente e biosimilare, interscambiale, farmaco di marca-equivalente: termini di difficile comprensione a cui si vuol porre chiarezza con un convegno aperto al territorio.
Il farmaco generico, o meglio equivalente, è un medicinale il cui principio attivo (ossia la sostanza che svolge l’azione farmacologica) non è più coperto da brevetto. È un farmaco esattamente equivalente dal punto di vista qualitativo e quantitativo al suo “gemello” già in commercio ma costa di meno (si risparmia almeno il 20 e 30%) e ha un nome diverso.
È necessario che tra la popolazione e gli operatori sanitari si percepisca l’importanza di questi farmaci: si tratta di medicinali in grado di offrire tutta l’efficacia e la sicurezza di terapie già provate da lungo tempo nella pratica clinica, consentendo tra l’altro un notevole risparmio.
La legge finanziaria del 1996 definisce i farmaci generici come “medicinali, a base di uno o più principi attivi, prodotti industrialmente, non protetti da brevetto o da certificato di protezione complementare, identificati dalla denominazione comune internazionale (DCI) del principio attivo o dalla denominazione scientifica del medicinale, seguita dal nome del titolare della autorizzazione all’immissione in commercio (AIC)”
“Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, i farmaci generici sono farmaci "bioequivalenti”, ossia farmaci che, rispetto alla specialità di riferimento, hanno una biodisponibilità simile, cioè la stessa velocità di assorbimento e percentuale assorbita. Per determinare la bioequivalenza esistono dei criteri standardizzati a livello europeo che garantiscono quindi la qualità e l’efficacia del prodotto in commercio. Le ditte che li producono devono dimostrare che il loro generico è equivalente per efficacia e sicurezza al farmaco già registrato, e poiché il principio attivo è lo stesso, le aziende non devono presentare tutti i documenti che certificano l’efficacia clinica, già presentati per la registrazione della specialità medicinale, ma solo la “bioequivalenza” del generico, quindi questo comporta una riduzione sostanziale del prezzo”, spiega Giuseppe Staico, dirigente medico della farmacia ospedaliera della Asl di Olbia, organizzatore dell’incontro.
“Spesso i cittadini – spiega Staico – diffidano dai “generici” perché non li sentono sicuri, nell’immagine collettiva si pensa a delle “copie”o “imitazione” di un prodotto “originale”: è necessario che soprattutto la popolazione capisca che i farmaci “equivalenti” sono medicinali garantiti e sicuri quanto gli altri, con la differenza del prezzo”.
Brochure del convegno [file.pdf]